Con la sentenza n. 6869 del 20 febbraio 2025, la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione affronta nuovamente il tema dell’esatta delimitazione del nesso funzionale richiesto dagli artt. 336 e 337 c.p. per la configurabilità delle ipotesi di violenza o minaccia al pubblico ufficiale.
Il caso trae origine da un episodio occorso all’interno di una struttura penitenziaria, nel quale un detenuto aveva rivolto insulti e frasi minacciose a un assistente di Polizia penitenziaria rifiutandosi di uscire dalla cella per adempiere ai lavori a cui era destinato.
La decisione assume rilievo perché ribadisce un principio costante nella giurisprudenza di legittimità: la mera esternazione di espressioni minacciose, se non finalizzata a incidere in modo funzionale e teleologico sull’attività del pubblico ufficiale, non integra i reati di cui agli artt. 336 o 337 c.p., ma può al più configurare una minaccia aggravata.
Si ringrazia il Canale telegram Rassegna penale per il prezioso contributo
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