Interrogarsi oggi sul «volto attuale» del Consiglio superiore della Magistratura significa verificare la tenuta del modello costituzionale. La categoria della Costituzione materiale — ovvero l’insieme dei rapporti di forza, delle convenzioni e delle prassi che animano la vita concreta delle istituzioni — offre la chiave per comprendere come l’autogoverno della magistratura si sia effettivamente configurato: il ruolo delle correnti, la dialettica tra componente togata e laica, il rapporto con il potere politico e con l’opinione pubblica. La Costituzione formale, per parte sua, custodisce i principi di autonomia e indipendenza che quel modello dovrebbe servire. Il confronto tra i due piani non è esercizio meramente teorico: da esso dipende la risposta alla domanda decisiva sul se, e come, l’attuale assetto costituzionale possa garantire un ordine giudiziario insieme indipendente e realmente responsabile.
