Manca ormai un mese al referendum e ne approfittiamo per pubblicare un lavoro dell’Avv. Bruno Larosa, Presidente del Comitato Mario Pagano per il Sì, che – in cinque “pillole”  – evidenzia come la Riforma trovi radici profonde nella nostra Costituzione, sin dalla fase costituente.

                                                                                                                              Pillole dalla Costituente di Bruno Larosa                                                                                                                               

Prima

L’aspro confronto in corso sulla riforma del Titolo IV della Costituzione, relativo all’assetto della Magistratura, da parte dei contrari procede con l’uso di sgradevoli falsificazioni che laboriosamente, con il “Comitato Mario Pagano per il SI’”, smascheriamo.

Rincorrerli sul loro terreno si dimostra faticoso, nonché finisce per fare il loro gioco alimentando inconsapevolmente le loro bugie nel tentativo di confutarle. Così le diffondiamo oltre gli spazi normalmente concessi ai loro stessi promotori, anche per l’autorevolezza di chi le professa, per l’alto ruolo istituzionale e pubblico che rivestono.  Leggendo i lavori preparatori della Costituente riguardanti il “Potere Giudiziario”, si scoprono le gravi inesattezze di chi vorrebbe fondare la propria argomentazione contraria sulle convinzioni di quegli Alti Legislatori.Ho così deciso di proporre delle pillole di quei Lavori, anche con lo scopo di ricordare oggi quei padri costituenti e l’alto Valore della loro fondamentale Opera.

Inizio dalla prima seduta dell’Assemblea Costituente del 6.11.1947, dove si dette inizio alla discussione generale sulla Magistratura.

Nei giorni successivi proporrò alcuni interventi fatti anche nelle sedute della seconda sottocommissione che precedette i lavori della Assemblea.

Parto dall’On. Alessandro Turco, perché sul tema fu il primo a intervenire e le sue parole smascherano quanti sostengono che l’attuale riforma non riguardi un profilo decisivo dei diritti del cittadino, ma serva solo a ribaltare i rapporti tra i Poteri e quindi per il cittadino sarebbe del tutto inutile.

“Turco: Onorevoli colleghi,

mi trovo oltre ogni mio desiderio, e, certo oltre ogni mio merito, ad inaugurare la discussione generale su questa che è praticamente la parte più viva e interessante della nuova Costituzione.

Più interessante: perché buona parte del popolo può essere indifferente perfino per questa o per quella forma di Governo, può sentire, o no, la grande riforma regionale; può non essere molto preoccupato pel difficile dosaggio dei poteri del Capo dello Stato, e della più o meno omogenea struttura dell’Alta Corte di Costituzionale, ecc.; ma tutti, dico tutti, hanno acutissimo ed immediato interesse alla pronta, retta e ferma amministrazione della giustizia, che assicuri la realizzazione effettiva della libertà di tutti e dei diritti di ciascuno. Inutile ed ingombrante lavoro sarebbe quello sinora durato per individuare ed allargare la sfera della libertà e del patrimonio giuridico di tutti i cittadini, qualora non riuscissimo ad organizzare per la vita pratica e mettere alla portata di tutti in istrumento vivo ed operante ed indipendente, che ne costituisca la permanente inflessibile garenzia”.