Lo scorso 22 luglio il CSM ha aggiornato ed integrato le raccomandazioni dell’8 ottobre 2025 alla luce della sperimentazione di Microsoft 365 Copilot negli uffici giudiziari e delle garanzie tecniche acquisite.

È ammesso, in via sperimentale, l’impiego dello strumento anche su atti giudiziari per attività analitiche, ricostruttive e documentali, purché all’interno del dominio istituzionale, con supervisione umana obbligatoria, adeguata formazione, prompt strutturati e preferibile anonimizzazione dei dati.

Restano riservate al magistrato la valutazione delle prove, l’interpretazione giuridica, la formazione del convincimento e la redazione dei provvedimenti giurisdizionali. Il documento evidenzia, inoltre, i limiti strutturali del modello generalista e sollecita l’adozione di sistemi dedicati alla funzione giudiziaria, tracciabili e verificabili. 

La delibera segna, quindi, un’apertura all’impiego dell’intelligenza artificiale nella gestione degli atti processuali, senza attenuare il principio di inderogabile responsabilità del magistrato. Il criterio discretivo non risiede nell’oggetto trattato, ma nella funzione concretamente affidata al sistema: sono consentite attività di supporto documentale e organizzativo; restano precluse quelle che incidono sul giudizio, sulla prova e sulla decisione.

Le garanzie infrastrutturali del “spazio digitale” ministeriale rendono ammissibile la sperimentazione ma, allo stato, non eliminano  rischi di allucinazione, difetto di ancoraggio alle fonti e opacità dell’elaborazione.

Per questo e non solo, la delibera merita un approfondimento che cercheremo di realizzare nei prossimi giorni.