Pillole dalla Costituente
di Bruno Larosa
Seconda
Una forte ostilità al progresso di una società che si affacciava alla democrazia e all’esercizio delle riconquistate libertà, in Costituente, provenne dalla magistratura, in particolare dalla nuova Associazione Nazionale Magistrati, ricostituita dopo lo scioglimento del Fascismo. Dal resoconto sommario della seduta del 5.12.1946 della Seconda Sottocommissione della Commissione per la Costituzione, che si occupava della Magistratura e della Giurisdizione, nel corso della illustrazione della relazione sul progetto dell’On. Piero Calamandrei, così si legge:
“[Calamandrei] avverte che nel primo comma dell’art. 20 [del suo progetto normativo riguardante il Potere giudiziario e la Corte Costituzionale] è previsto anche il caso di ammissione delle donne ai concorsi, ma soggiunge che la magistratura, la quale ha avuto contezza del suo progetto, approvandolo in quasi tutte le parti, si è dichiarata nettamente contraria a tale disposizione”.
Evidentemente i magistrati di allora vedevano in tale giusta previsione una forma di “indebolimento della giurisdizione” che la storia ha dimostrato infondata.