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Pur riconoscendo ed apprezzando l’impegno dell’attuale Ministro della Giustizia, l’Unione delle Camere penali critica la soluzione adottata con “l’art. 6 del decreto–legge dello scorso 31 marzo che individua nel Direttore Generale del D.G.S.I.A. l’autorità in capo alla quale vi è il potere di attestare l’avvenuto malfunzionamento del sistema, presupposto legittimante la richiesta di remissione in termini. “
L’Associazione dei penalisti italiani sottolinea che “La farraginosità della previsione è avvertita dallo stesso Esecutivo, che subito dopo (al comma 2 ter) formalmente legittima il federalismo delle Procure; potrà ogni singolo Procuratore consentire il deposito cartaceo dell’istanza o dell’atto in relazione a specifiche problematiche. Dunque, sarà il Pubblico Ministero a decidere se ammettere il deposito cartaceo a fronte della denunzia di malfunzionamento del sistema o se non farlo, lasciando così il difensore nella incertezza determinata da problemi tecnici oggettivi, che UCPI ha documentato in queste giornate di astensione e che si riassumono – per richiamare i più frequenti – nella non accettazione degli atti sulla piattaforma, in automatiche modifiche delle date di nascita degli assistiti (anche solo di un giorno) così generandosi la irricevibilità dell’atto, nella mancata tempestiva accettazione di avvenuto deposito a fronte di decadenze e scadenza dei termini.”
Il comunicato dell’UCPI è disponibile per la consultazione ed il download al seguente link :